Antropocene lunare, che cos’è e come si è arrivati alla nuova era geologica

Non solo la Terra, anche la Luna sta iniziando a risentire e a essere “inquinata” dall’azione dell’uomo, motivo per cui si è entrati in una nuova era

Da sempre descritta come candida, bianca e immacolata, il suolo della Luna, in realtà, a partire dal 1959, ha iniziato a essere “macchiata” dall’azione dell’uomo e dai rottami lasciati lì dopo le varie missione lunari. Lander, moduli di atterraggio, bandiere e mille altri rifiuti umani sono ormai parte integrante del suolo lunare, motivo per cui, secondo gli scienziati, il nostro satellite è entrato in nuova era: l’Antropocene lunare. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Tutto quello che bisogna sapere a proposito della nuova era lunare: l’Antropocene

13 settembre 1959: la prima navicella terrestre (in questo caso russa), la Luna 2, si posa sulla sabbia lunare. Da questo punto in poi il nostro satellite ha conosciuto sempre più la strumentazione del nostro mondo, fino a esserne quasi inquinata. Da allora, infatti, Dopo molti anni di esplorazione nello spazio, oltre cento veicoli, con e senza equipaggio, sono atterrati, in un modo o in un altro, sulla superficie lunare. Alcuni, infatti, sono arrivati a terra atterrando con successo, altri precipitando in modo catastrofico. Tra i più celebri ci sono i moduli lunari della missione Apollo della NASA, che hanno portato gli esseri umani sulla Luna per la prima volta, incantando tutti noi e facendo la storia.

Le esplorazioni lunari, in realtà, già da diversi anni sono state interrotte, ma già a partire dai prossimi anni sono stati pianificate altre missioni e progetti spaziali che, in modo inevitabile, trasformeranno radicalmente il volto della Luna. Attualmente, numerosi scienziati suggeriscono di considerare un nuovo capitolo nella nostra relazione con il satellite, riconoscendo che le attività umane sono diventate le forze predominanti che plasmano l’ambiente lunare e cercando di far ragionare tutto il mondo su questo aspetto. In un recente articolo su Nature Geoscience, gli antropologi e i geologi dell’Università del Kansas hanno voluto sostenere la necessità di ufficializzare l’inizio di una nuova era geologica: l’Antropocene lunare, un vero e proprio tempo storico in cui gli esseri umani hanno il pieno controllo della Luna, portando, inevitabilmente, dei cambiamenti sulla sua superficie, i quali, però, potrebbero essere estremamente negativi.

Impatto missioni lunari
Foto | Holcomb et al. , 2023 – Mentiscura.com

Il dottor Justin Holcomb, ricercatore post dottorato presso l’Università del Kansas e autore principale dell’opinione sopracitata, ha voluto chiarire il proprio pensiero dichiarando: “L’idea è molto simile a quella del dibattito sull’inizio dell’era Antropocene sulla Terra, iniziata con l’analisi di quanto l’umanità abbia influito sullo stato del nostro pianeta. L’opinione comune è che l’Antropocene terrestre sia iniziato in un momento preciso del passato, remoto o prossimo, centinaia di migliaia di anni fa, oppure negli anni Cinquanta. Allo stesso modo, sulla Luna, sosteniamo che l’Antropocene lunare sia già iniziato, probabilmente con la missione Luna 2, e vogliamo adesso cercare di evitare ulteriori danni importanti, o un ritardo nel riconoscerli, senza attendere l’attimo in cui non saremo più in grado di misurare un alone lunare significativo a causa delle attività antropiche. In quel caso sarebbe troppo tardi”.

Naturalmente non è il solo Holcomb a essere di questo avviso, ma sono in molti a sostenere la sua idea e a condividere le sue preoccupazioni. Tra questi troviamo l’antropologo Rolfe Mandel e il professore di Scienze marine, terrestri e atmosferiche Karl Wegmann, docente all’università statale del Nord Carolina, i quali hanno collaborato proprio con Holcomb, contribuendo con dati che hanno confermato le teorie sopra riportate.

Proprio grazie al contributo di altri scienziati si è potuto notare come, secondo le parole e gli studi di Holcomb, l’impatto della mano umana sulla superficie lunare stia iniziando ad avere un peso maggiore, porta cambiamenti più veloci rispetto a quelli dei normali processi geologici che caratterizzano il nostro satellite naturale. “Questi processi – secondo Holcomb- comportano lo spostamento di sedimenti polverosi e frammenti di materiale, quello che chiamiamo regolite, e, in genere, includono impatti con meteoriti e spostamenti di masse. Tuttavia, il movimento di rover e di lander e l’allunaggio di equipaggi disturbano i sedimenti di regolite e causeranno un significativo cambiamento nel paesaggio lunare entro cinquant’anni”.

La Luna, quindi, non è un ambiente che non è soggetto a cambiamenti (come siamo stati portati a pensare fino a pochi anni fa), bensì, secondo i dati e le interpretazioni degli stessi, con le future missioni e con sempre più Paesi che invieranno i propri equipaggi e le proprie attrezzature sulla sua superficie, questa finirà col mutare in modo irreparabile e incontrollato. Gli autori dello studio, proprio per questo motivo, hanno dichiarato: “Il nostro obiettivo è quello di sfatare il mito di una Luna statica e sottolineare l’importanza dell’impatto antropico, non solo nel passato, ma anche nel presente e nel futuro. Dovremmo avviare discussioni sul nostro impatto sulla superficie lunare prima che sia troppo tardi”.

Elementi di veicoli spaziali dismessi e abbandonati, sacche di rifiuti umani, strumentazione scientifica e altri oggetti comuni come bandiere, palline da golf, foto e testi religiosi: il catalogo dei rifiuti delle missioni umane sembra curioso e vasto, ormai parte integrante della superficie lunare. Il team di ricerca ha enfatizzato la necessità di valutare e limitare l’impatto umano sulla Luna nelle prossime missioni spaziali. Gli autori spiegano che la Luna, priva di atmosfera o magnetosfera, presenta una delicata esosfera di polvere e gas, con ghiaccio in zone permanentemente in ombra, suscettibile alla diffusione di gas di scarico. Pertanto, le missioni future dovrebbero considerare strategie per mitigare gli effetti negativi sull’ambiente lunare. Il concetto di Antropocene lunare non si limita a essere una “dichiarazione geologica”, ma è anche un richiamo alla consapevolezza, sperando di sensibilizzare sul rispetto ambientale e di proteggere legalmente e politicamente i siti lunari vulnerabili, preservandone il valore storico e umano.

Un tema ricorrente nel nostro lavoro di ricerca scientifica è l’importanza del materiale lunare e delle impronte sulla Luna come risorse preziose, parte di una documentazione archeologica che ci impegniamo a preservare”, ha dichiarato Holcomb. “Il concetto di Antropocene lunare vuole far riflettere anche sulla nostra capacità di conservazione di tali artefatti storici. Come archeologi, percepiamo le impronte sulla luna come un’estensione del viaggio dell’umanità fuori dall’Africa iniziato circa 300mila anni fa”. Insomma, la Luna va preservata al pari del nostro Pianeta, e in entrambi i casi è bene fare cambiamenti il prima possibile, prima che sia troppo tardi.

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