Scarafaggi: perché prediligono le strutture create dall’uomo?

Gli scarafaggi hanno colonizzato il mondo già a partire dai secoli scorsi: ecco da cosa dipende la loro capillare diffusione

Gli scarafaggi, o blatte, sono abitanti comuni delle nostre case, sia in città che in campagna. Questi insetti esistono da oltre duemila anni e si sono diffusi in tutto il mondo ben prima della globalizzazione e dei moderni mezzi di trasporto. Ma com’è possibile? Scopriamolo insieme!

Scarafaggi: perché prediligono gli ambienti antropici?

Alcuni ricercatori hanno cercato di risolvere il mistero degli spostamenti degli scarafaggi.

Su PNAS, dove è pubblicato il lavoro dell’Università di Stanford, spiegano l’origine enigmatica dello scarafaggio tedesco, Blatella germanica, onnipresente nelle strutture costruite dall’uomo, ma assente in qualsiasi habitat naturale, perché?

Anche se le prime testimonianze lo vedono in Europa centrale già 250 anni fa, i suoi antenati esistevano molto prima con la Blatella germanica che “si è evoluta dallo scarafaggio asiatico Blatella asahinai circa 2100 anni fa”.

Scarafaggi: perché prediligono le strutture create dall'uomo?
Scarafaggi: perché prediligono le strutture create dall’uomo? – Wikimedia Commons @Lmbuga – Mentiscura.com

 

Per capire come gli scarafaggi abbiano percorsi migliaia e migliaia di chilometri nel mondo, il primo autore dello studio e i suoi collaboratori hanno esaminato ben 281 campioni di scarafaggi tedeschi provenienti da 57 siti in 17 Paesi diversi per studiare il loro Dna e capire quale possa essere stata l’evoluzione.

“Il nostro obiettivo principale era mostrare come una specie può viaggiare con gli esseri umani e come la genetica può compensare la mancanza di documenti storici”, ha detto Qian Tang, biologo evoluzionista e ricercatore associato all’Università di Harvard.

I dati in esame hanno messo in risalto che lo scarafaggio esistente già oltre 2000 anni fa si sia diffuso in India Myanmar grazie al commercio e l’attività militare tra Asia meridionale, Medio Oriente ed Europa diffondendosi sempre di più verso ovest.

Come? Viaggiando nei cestini da pranzo dei soldati, in quelli dei commercianti e in altri mezzi improvvisati di trasporto, dentro i quali si infilavano per poi uscire a migliaia di chilometri di distanza.

Così, con queste modalità, la diffusione è stata sempre più capillare fino a trovare le prime tracce europee circa 270 anni fa, come descrisse per la prima volta, nel 1776, l’esperto genetista svedese Carl Linnaeus. Lo studio ha poi scoperto che gli scarafaggi si sarebbero diffusi verso America del Nord e del Sud circa 120 anni fa.

“Gli insetti fanno parte del tessuto della cultura umana” ha dichiarato alla Cnn dottoressa Jessica Ware, curatrice della zoologia degli invertebrati presso l’American Museum of Natural History di New York City che non ha preso parte alla ricerca: “Sappiamo da molto tempo che le persone trasportano molte specie di parassiti. Le rotte commerciali transatlantiche sono probabilmente responsabili della diffusione degli scarafaggi tedeschi. Ma vedere questo riflesso nella firma genetica di queste popolazioni è stato molto emozionante”.

Con il passare dei secoli, sono giunti fino nelle nostre case, ma come hanno fatto a proliferare nelle abitazioni?

Ancora in fase di studio è il perfetto adattamento dello scarafaggio tedesco all’habitat dell’essere umano, aggiungendo una forte resistenza agli insetticidi “che non viene rilevata in molti altri parassiti”, sottolineano i ricercatori.

Per capire quanto le nostre blatte siano cambiate negli ultimi due millenni, basta confrontarle con la blatta asiatica: sebbene le due specie siano quasi identiche, il loro comportamento è molto diverso.

Ad esempio gli scarafaggi asiatici volano verso le fonti di luce, mentre la Blatella germanica si allontana di corsa; inoltre, se lanciate in aria, la blatta asiatica vola, mentre quella comune cade al suolo e comincia a correre.

“Da tempo sospettavamo che lo scarafaggio asiatico fosse in realtà l’antenato di Blatella germanica, ma questo articolo lo conferma”, afferma Chow-Yang Lee, entomologo urbano dell’Università della California, Riverside, che non ha collaborato al nuovo studio. “È estremamente eccitante”.

Inoltre, il nuovo studio ha rivelato che la genetica della Blatella germanica riflette le relazioni umane: per esempio, gli scarafaggi di Singapore e dell’Australia sono più simili ai loro cugini statunitensi rispetto alle popolazioni di Blatella germanica della vicina Indonesia.

Questo probabilmente perché storicamente gli Stati Uniti hanno avuto più scambi commerciali con Singapore e Australia che con l’Indonesia.

“È uno splendido esempio del legame tra le attività umane, il commercio, le guerre, la colonizzazione e la diffusione di un parassita domestico ben adattato”, ha dichiarato via e-mail il coautore dello studio Coby Schal, entomologo urbano ed esperto di scarafaggi alla North Carolina State University.

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