È giusto parlare ai figli dei propri problemi? Ecco come comportarsi in base alla loro età

Molti genitori si chiedono sempre se sia giusto parlare ai figli dei propri problemi. Per risolvere questi dubbi, vediamo cosa dicono gli esperti

Sono numerosi gli scenari e i problemi comuni che tutti possono affrontare e ai quali ognuno reagisce in modi diversi: ritiro, irritabilità e rabbia, negazione o fingere che nulla sia successo. Sebbene sia importante avere un partner, un genitore o un amico intimo da cui ricevere sostegno, i propri figli, specialmente i più piccoli o gli adolescenti, si affidano ai propri genitori. Senza le capacità di coping di un adulto o un supporto esterno, i figli sono, naturalmente, più vulnerabili e confusi da ciò che accade ai loro genitori. Come è possibile aiutarli in questi casi? Ed è giusto parlare loro dei propri problemi? Ecco ciò che dice una ricerca.

Avete problemi e non sapete se parlarne con i vostri figli? Ecco cosa dovete sapere

Una ricerca condotta da diversi psicologi dimostra che è sempre utile comunicare il proprio stato emotivo alle persone vicine, a prescindere da chi queste siano. Se si sta avendo una giornata terribile al lavoro o problemi di qualunque altro tipo, informare il proprio partner, familiare o i figli prima di tornare a casa potrebbe essere positivo per se stessi. Dire loro che si è stanchi o irritabili e specificare di cosa si ha bisogno può prevenire qualunque tipo di discussione.

Parlare con i figli dei problemi
Parlare con i figli dei problemi | Pixabay @ridvan_celik – Mentiscura

Essere proattivi, assumersi la responsabilità delle proprie emozioni e far sapere agli altri come possono aiutare è fondamentale. Anzi, sarebbe meglio comunicare questo durante la giornata quando ci si accorge che il proprio umore sta cambiando. Fare ciò è particolarmente importante soprattutto per i bambini, in modo che non si sentano nervosi o non si incolpino automaticamente.

Come parlare ai propri figli dei problemi in base alla loro età

C’è, però, un particolare assolutamente importante da tenere in considerazione prima di parlare ai figli dei propri problemi: la loro età. Vediamo quali sono le loro reazioni e i comportamenti da mettere in pratica in base a questa caratteristica.

Bambini della scuola elementare

I bambini dell’età della scuola elementare, ovviamente, sono più consapevoli e verbali e, a causa della loro età, naturalmente più egocentrici. Percepiscono facilmente la tensione, il ritiro o persino i genitori che fingono di stare bene. Senza informazioni chiare, tendono a inventare le proprie storie su ciò che sta accadendo e, purtroppo, le loro spiegazioni spesso li riguardano: “i miei genitori stanno divorziando perché ho avuto problemi a scuola”; “mio padre è irritabile perché è arrabbiato con me per aver urlato a mio fratello”. Questi sono solo alcuni dei pensieri comuni di molti bambini a questa età. Se sono figli maggiori o figli unici, possono anche iniziare a sentirsi responsabili di aiutare il genitore in difficoltà.

Adolescenti

Sebbene gli adolescenti abbiano una visione più matura della realtà, tendono comunque a incolparsi e a voler risolvere i problemi dei loro genitori, spesso con maggiore intensità. Se la tensione diventa eccessiva, alcuni reagiscono in modo disfunzionale: bevendo, drogandosi, praticando autolesionismo o diventando più polemici o introversi.

Giovani adulti

Possono stabilire meglio i confini, essendo spesso fuori casa e, in generale, più indipendenti. Tuttavia, restano vulnerabili a sentirsi eccessivamente responsabili o, al contrario, più distaccati a causa della loro prospettiva indipendente e della vita frenetica.

Come bisogna comportarsi, quindi, nei confronti dei propri figli in base alla loro età?

Neonati e bambini piccoli

È importante creare un ambiente sicuro per i bambini di questa età: mantenere le routine stabili, calmare le loro emozioni quando sono arrabbiati e cercare di non esprimere forti emozioni vicino a loro sono tutte azioni da mettere in pratica.

Bambini della scuola elementare

Con figli di questa età è importante comunicare apertamente le emozioni, essere comprensivi e agire proattivamente. Alcune frasi da dire sono: “Mi rendo conto di essere stato scortese con te e mi dispiace sinceramente”; “Ci sono alcune questioni che mi stanno dando fastidio, ma non c’entrano con te”; “Sono questioni da adulti che sto cercando di risolvere”; “Starò bene”; “Se sembro irritabile o agitato ti assicuro che non è per colpa tua”; “Se hai delle preoccupazioni, per favore fammelo sapere”; “Non si tratta di te”; “Non c’è nulla che devi fare diversamente”.

Adolescenti e giovani adulti

In question casi si ha l’opportunità di condividere maggiori dettagli con i propri figli. Ancora una volta, è importante rassicurarli che non si tratta di loro, che si stanno affrontando le proprie sfide e che non c’è bisogno che intervengano per risolvere la situazione. Se si desidera che diano una mano in modo più attivo, ad esempio aiutando con i bambini più piccoli, un consiglio è quello di spiegare loro dettagliatamente i comportamenti che possono mettere in pratica, incoraggiandoli nei loro compiti.

Parlare con i figli dei problemi
Parlare con i figli dei problemi | Pixabay @Halfpoint – Mentiscura

Quali sono, invece, i comportamenti da non mettere in pratica?

Ignorare i problemi

Fare finta che i problemi non esistano è il comportamento più sbagliato da mettere in pratica, poiché porta nei bambini molta confusione: possono percepire la tensione o notare i problemi, ma quando non vengono affrontati, diventano un “elefante nella stanza”. Questo porta frustrazione, ipervigilanza e difficoltà nel risolvere le cose. È importante trasmettere emozioni e fornire informazioni adeguate alla loro età.

Rendere un figlio il proprio confidente

È bene evitare di condividere troppi dettagli sui problemi matrimoniali o lavorativi ai propri figli, in modo da non coinvolgerli come se fossero propri pari, amici o partner. Una famiglia sana ha una chiara gerarchia tra genitori e figli, anche se questi ultimi sono giovani adulti. Pur essendo una linea sottile, è importante non confondere il ruolo genitore-figlio con quello di un amico.

Superare il limite con loro

Nel caso in cui i propri figli sono stati coinvolti troppo nei problemi, o se il rapporto con loro è diventato troppo confidenziale, o ancora, se sono stati turbati da qualche comportamento, è essenziale tornare indietro e sanare la ferita. Assumersi la responsabilità del proprio comportamento e aiutarli a comprendere il motivo delle emozioni o delle parole, non come scusa, ma come modo per far loro capire cosa si sta attraversando, è fondamentale.

La chiave, in generale, è non trascinarli nel mondo degli adulti, ma neanche lasciarli emotivamente soli. Un genitore deve essere un modello per il proprio figlio e una delle opportunità più importanti è mostrargli come gestire le emozioni, affrontare i problemi e trattare gli altri quando si feriscono i loro sentimenti.

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